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'Reggae Coalition'-Bilancio positivo
Quello che spaventava stava nelle premesse: l’obiettivo era mettere in piedi una serata reggae ‘normale’, una notte che calda e piena, con partecipazione, artisti, e la sensazione di sentirsi parte, se non di un movimento, quantomeno di un pubblico che condividesse lo spirito. Per noi voleva anche essere un banco di prova per vedere di trovare dei margini di azione anche nella potenziale promozione dell’evento. ‘Reggae Coalition’, lo show organizzato sabato scorso allo Spazio Aurora di Rozzano, è stata una fatica ma anche una piacevolissima emozione. Abbiamo chiamato a dividere con noi il palco una delle band più rappresentative della Milano reggae, i Bovisa Reggae Foundation, abbiamo chiamato due MC come Entics e Junior Sprea a mischiare le loro melodie alle nostre, abbiamo voluto invitare degli amici da Zurigo convinti che potessero lasciare qualcosa, i Riot Sound. Dal warm up affidato a Rude Bass fino alla chiusura delle 3 e mezza abbiamo sudato, per la fatica ma anche per il divertimento. La faticaccia si cancella in un attimo e ora resta solo il ricordo, assolutamente positivo. Non è stato facile promuovere, smuovere, litigare con addetti ai lavori e non, non esistere suoi giornali, pianificare in un gioco ad incastro le esigenze di tutti. E qui si coglie l’occasione per un plauso a chi lo fa spesso ed in maniera sentita, ai gruppi, ai promoter e ai gestori che lo fanno perché è quello che vogliono, aldilà delle logiche di mercato, aldilà delle limitazioni di budget. Non ce la prendiamo mai con chi fa qualcosa, ma con chi non fa e borbotta o con chi non lascia fare niente. Pensando ai quasi 500 presenti non possiamo dunque che ringraziare di cuore lo Spazio Aurora, ancora una volta sensibile alle proposte che provengono dal basso, ringraziare voi che siete venuti e siete stati i veri protagonisti della Coalition assieme agli artisti presenti. La stanchezza è soddisfazione. Soddisfazione per essere riusciti a fare qualcosa di tremendamente normale.
Olten
Stavolta si va ad Olten, sempre in orbita Zurigo, sempre Svizzera. Partenza scaglionata della banda a causa di problemi logistici e tre CSM tentano l'avventura in moto. La strada va a memoria e dopo le tappe di rito sono le cinque quando si varca la porta, grossa e pesante tralaltro, dello 'Shutzi', locale bello, decisamente grosso, e punto di riferimento per gli amanti del reggae della zona. Mentre scarichiamo gli strumenti, sul palco per il check ci sono gli Irie Revoltes, gruppo tedesco abituato ai più grandi palchi d'Europa, festival compresi.
Abbiamo il tempo di goderci il backstage amabilmente preparato dallo staff e dagli amici Riot Sound, sound system conosciuto ormai qualche tempo fa con il quale si sono già condivisi concerti memorabili. Facciamo subito presente che al prossimo concerto milanese toccherà a loro prendere un furgone e farci compagnia per scaldare la gente infreddolita della nostra città. Quando i 'motociclisti' arrivano fradici allo Shutzi noi siamo già rodati con birra e manicaretti, pronti per il nostro check. Come spesso accade qui c'è tempo per curare i particolari senza fretta, la disposizione, le spie, tarare i volumi sui cori. Tutto liscio, e la disponibilità dei ragazzi del posto prosegue nella cena in cui l'italiano si mischia all'inglese e al tedesco. Da segnalare chili e strudel di pregevole fattura. Sono ormai le 21.00 e muniti di pass ci aggiriamo tra backstage, bar e salone che per ora rimane abbastanza vuoto. In condizioni normali sorgerebbero dei dubbi: qui no, e basta guardare fuori dalla finestra per vedere la gente che oltre le transenne della porta principale si è messa in coda. Ce n'è, tanta. Alle 22.00 toccherebbe a noi. Ogni volta che si torna dalla Svizzera ci portiamo a casa un'istantanea che possa fotografare questo clima decisamente unico. Questa volta tocca all'immagine del pubblico che è un tappeto, fatto di ragazzi seduti, chi in prima fila, chi in fondo, pronti, per un colpo d'occhio bellissimo ancora prima che la musica faccia il suo lavoro. I Riot ci dicono di aspettare: fuori c'è ancora gente in fila. Sono circa le 22.30 quando veniamo presentati, quando la gente si alza in piedi e le luci sì accendono. Un'ora secca e tiratissima in una scaletta che funziona e tutto sembra facile. Loro cantano, saltano, seguono le coreografie di una Greeny in formissima che fa la differenza e colpisce durissimo. E l'ora vola via. Per fortuna siamo richiamati dentro a fare altri tre pezzi e a chiudere con una 'Something Better' che ci fa scendere dal palco coi crampi. Musicalmente la miglior performance in terra svizzera. E tanta gente. Centinaia e centinaia.
Brindisi nel backstage e per noi comincia il post concerto: ascoltiamo i bravissimi Irie Revoltes, che richiamano per certi versi i Culcha Candela, conosciamo meglio i ragazzi del pubblico e continuiamo a ripetergli 'grazie, grazie', un po' perchè è la verità, un po' perchè a tedesco non siamo messi così bene. Quando verso le tre di mattina partono i Riot Sound (che a mio parere sono un sound formidabile, da portare in Italia al volo), Sax Appeal si perde con stile tra divani, birre e promoter svizzeri mentre gli altri della banda si danno il cambio per tirare nella dancehall fino a chiusura. C'è solo il tempo per buttare gli strumenti in un angolo del locale e via, in un appartamento a pochi passi dal locale.
La mattina è fatta di caffè, marmellata e salsine salate spalmate sul pane che nessuno ha mai ritrovato oltre quei confini. Clamoroso, come il caldo di Milano, deserta ma mica male.
Nel lungo periodo
Cremona, Bussero, Vizzolo. Tre concerti in un attimo che non fanno che confermare un trend positivo per questa estate. L’anno scorso era stato diverso: una serie di fattori ci aveva fatto suonare ma non come quest’anno. Abbiamo cercato fortemente o organizzato alcuni concerti e ce li siamo presi, siamo stati chiamati a suonare e la cosa ci ha dato una spinta positiva. Camminare da soli non è male, perché quando le cose iniziano a girare le senti più tue e il rapporto col pubblico o con lo staff di turno vale più di ogni altro fantasmagorico cachet. Avanti così. Piano piano si raccoglie qualcosa. Cremona ha un significato del tutto particolare perché segna la prima vera collaborazione con la Maninalto, etichetta milanese con la quale abbiamo prima chiacchierato e poi deciso di metterci alla prova. Un concerto assolutamente soddisfacente anche perché si è suonato con intensità rara, aldilà di condizioni di scaletta, affluenza pubblico, difficoltà logistiche. Poi è toccato a Bussero, all’interno di un festival di cui sentiremo parlare anche nei prossimi anni: è stato un assaggio di Milano Reggae Connection (arrivata il giorno dopo a Vizzolo) con Entics nuovamente con noi. Show rodato, amalgama ancora riuscita e speranza (che salvo sorprese diverrà certezza) di continuare la collaborazione. Ancora una volta sottolineiamo lo staff disponibile ed impeccabile nel service e nelle attenzioni alle piccole cose, quelle che spesso bastano a una band per sentirsi considerata tale. In queste occasioni si è parte di un evento e non esecutori di un servizio. Tutte persone che devono conoscersi, passare una serata piacevole..così piacevole da non avere voglia di caricare gli strumenti in macchina e andare a casa. Così è stato. Nota di merito alla webradio presente a registrare il live e intervistarci: un’intervista in cui abbiamo raccontato quello che vogliamo fare, cioè quello che stiamo facendo. Suonare. Bene. Farci ascoltare. Tanto. Provarle tutte i compagnia di altre band che fanno lo stesso. Viene davvero voglia di organizzare un Evento con la e maiuscola e probabilmente faremo del nostro meglio per arrivarci. Idee tante e nemmeno troppo confuse su come, dove, quando e soprattutto chi. E arriviamo poi a Vizzolo, un mese dopo il meraviglioso concerto di maggio. MRC numero due e adesso si pensa già alla tre. Frog Events sugli scudi e voglia di fare qualcosa anche con loro. Due ragazzi che da zero tirano su un festival così. Big up, e nient’altro da dire se non grazie per aver pensato a noi.
Ci manca Bernate Ticino che arriva venerdì. Un concerto tutto nostro con scaletta ampia, squadra al completo e desiderio di congedarsi per le vacanze nel migliore dei modi. Ma dal venti di agosto siamo già nuovamente sotto: si tornerà in Svizzera per un concerto bomba prima di approdare al Bornasco Reggae Festival a fine mese. Mesi che sono volati. E abbiamo tante cose da fare. Abbiamo testi nuovi, nuove basi, nuove collaborazioni. Da settembre ci promettiamo e promettiamo l’ennesima nuova parentesi stagionale. Metteremmo la firma per averla così come questi ultimi 5 mesi. Niente firme..che magari riusciamo a fare anche meglio. Dita incrociate e urban reggae. Sempre.
